Questo articolo rielabora un servizio pubblicato il 24 giugno 2025 su “ilCittadino” che ringraziamo sempre per l’attenzione al problema e invitiamo i lettori a consultare il pezzo originale.

Le proposte di ADICA per invertire una tendenza insostenibile

Il Canile rifugio e sanitario gestito da ADICA a Lodi ha raggiunto la capienza massima: non c’è più spazio per accogliere nuovi ospiti. L’allarme era già stato lanciato un anno fa e oggi la situazione è diventata critica.

«Oltre il 70 % dei cani ricoverati sono molossi – spiega la presidente Roberta Vignioli – e, non potendo condividere il box con altri animali, saturano rapidamente i posti disponibili. Nonostante siano docilissimi con le persone, un pregiudizio mediatico rende difficile la loro adozione».

Le cause

  • Adozioni via annunci online e staffette non controllate, che spesso si traducono in affidi poco consapevoli e cani non adatti alle competenze delle famiglie.
  • Incremento di rinunce di proprietà e abbandoni, anche da aree geografiche diverse, come dimostrano i recenti ingressi di cani provenienti dal Sud Italia.
  • Mancanza di cultura cinofila diffusa e di controlli capillari su microchip e detenzione responsabile.

I numeri dell’emergenza

  • Comune di Merlino: 1 cane adulto (2023) · 3 cuccioli (dic 2024) · 4 cuccioli (mag–giu 2025)
  • Comune di Comazzo: 2 cani da privato (2023) · 2 adulti + 2 cuccioli, uno con Leishmaniosi (2024) · 2 adulti (2025)
  • Comune di Livraga: 0 (2023) · 1 cane (2024) · 2 adulti + 8 cuccioli (feb–giu 2025)
  • Comune di Lodi Vecchio: 2 adulti (2022) · 0 (2023) · 3 adulti (2024) · 2 adulti (2025)

Siamo solo a metà 2025 e i numeri continuano a crescere.

Le richieste di ADICA

  1. Controlli incrociati sui ritrovamenti
    Verificare l’effettiva provenienza dei cani segnalati come randagi, spesso consegnati direttamente da privati o trovati su auto e in abitazioni.
  2. Verifica a campione dei microchip
    Controlli periodici per accertare l’identificazione e la tracciabilità degli animali presenti sul territorio.
  3. Campagna di sensibilizzazione
    Informare cittadini e aziende su obbligo del microchip, adozioni consapevoli e controlli, con volantini porta a porta e materiale online. I costi di grafica, stampa e distribuzione sono già coperti da un donatore.
  4. Incontri informativi
    Serate aperte al pubblico con il Dipartimento di Etologia dell’Università Statale di Milano e l’Ordine dei Medici Veterinari per parlare di razze, benessere animale e normative.

ADICA chiede un intervento urgente e coordinato di ATS Milano Città Metropolitana, Comuni e Provincia di Lodi per evitare di dover ricorrere a strutture esterne, con costi più che doppi rispetto al Canile di Lodi.

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