L’adozione di Koral è stata una vera e propria sfida sia per noi di A.DI.CA. che per la famiglia, che l’ha amato e compreso fin da subito.

Arrivato in canile Koral usciva spontaneamente dalla cuccia solo per mangiare, urinare e defecare. Terrorizzato da tutto e tutti.
Dopo due settimane finalmente usciva e rientrava da solo senza pettorina nè tanto meno guinzaglio nell’ area di svago, non senza difficoltà, sempre terrorizzato.


Poi arrivano Manuel e sua madre Monica, due splendide persone.
Manuel è un ragazzo giovane, ma determinato e sicuro di poter superare qualunque ostacolo all’adozione del suo amato Koral.
Monica altrettanto disponibile, paziente e fiduciosa.

Questa la loro testimonianza.

“ Koral è entrato nella nostra casa per la prima volta il 12 di febbraio, ma prima dobbiamo fare un passo indietro…
Nel gennaio del 2025 mia mamma e io, abbiamo deciso di passare al canile di Lodi alla ricerca di cane. Non avendo grande disponibilità di spazio, la nostra preferenza era su un cane di media-piccola taglia.
Ci è stato detto che c’era un cane appena arrivato, che era molto spaventato e timoroso, ma fin dall’inizio in noi è nato qualcosa di speciale: da subito avremmo voluto dare a Koral una seconda possibilità, una casa in cui stare e tanto affetto, ma questo non è stato possibile.
Ci è stato spiegato che per cani così “complessi” è necessario fare un percorso di avvicinamento, che è durato circa un mese, un mese in cui dopo il lavoro, mia mamma e io tutti i giorni andavano a fargli visita.
Nonostante ciò, Koral era sempre spaventatissimo.”

Loro non demordono e accettano il nostro consiglio di sospendere per qualche giorno le visite.
Dopo una decina di giorni tornano, ma la situazione non cambia.

Ci troviamo per una chiacchierata con Manuel, Monica, e due tecnici cinofili. Illustrati tutti i problemi che dovranno affrontare portandolo a casa, accettano, così porto Koral a casa loro, un appartamento al terzo piano senza ascensore, in vari giorni della settimana per periodi sempre più lunghi, dando loro una serie di indicazioni riguardo al comportamento da tenere.

Per fortuna le scale non sono un problema, gli lasciamo sempre indosso una pettorina antifuga e lo portiamo fuori, non senza difficoltà, con un guinzaglio fino al parco davanti casa e poi lì con una lunghina, lo lasciamo perlustrare.
Manuel e Monica hanno acquistato il cancelletto che separa la stanza dove vive Koral dal resto della casa, per l’abituazione a stare da solo.

“Per noi erano giornate molto belle, perché, anche se con tanta paura e timore, Koral sembrava iniziare ad aprirsi.
Dopo circa due settimane è arrivato il momento dell’adozione e, nonostante qualche insicurezza, abbiamo deciso di accoglierlo definitivamente. Mai ci fu scelta più giusta…”

Ci sono stati vari momenti critici, sia durante il percorso preadottivo, che dopo, che abbiamo sempre affrontato e superato in équipe con la famiglia, cammin facendo: ha distrutto due pettorine, qualche notte ha urinato in casa, non sempre defecava fuori, hanno cambiato il percorso di uscita, perchè Koral ha preferito non andare al parco. Non lo vedevano mai scodinzolare; non li accoglieva mai al loro arrivo, non usciva mai dalla sua stanza anche con il cancelletto aperto.

Ma Manuel e Monica non si sono dati per vinti: fiduciosi, hanno sempre seguito i nostri consigli, e un bel giorno Koral ha messo il naso fuori, e piano piano ha cominciato a seguirli incuriosito, ha apprezzato le loro coccole e ora è felice.
“Koral dopo 5 mesi, è diventato un altro cane, dorme sul letto con mia mamma alla sera, e con me il pomeriggio, corre, gioca e mi rincorre per la casa quando sto uscendo, quando usciamo a fare un giro, vuole sempre giocare con gli altri cani, rubargli la pallina e fare la “lotta”.
Siamo felici della nostra scelta.

Ringraziamo A.DI.CA., tutti i volontari, i tecnici cinofili, la veterinaria comportamentalista e Roberta: anche grazie a voi è stata possibile questa fantastica storia.”
Sono le persone come Manuel e Monica che ci danno la forza per continuare la nostra missione.
Koral avrebbe rischiato di passare tanto tempo in canile, di diventare uno di quei cani “invisibili”, che le famiglie non adottano; così è stato infatti, molte famiglie hanno rinunciato, fino all’arrivo della “metà del suo cuore”:

Manuel e Monica.

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